Chi pensava di poter dichiarare il falso nelle autocertificazioni relative agli spostamenti nel lockdown totale ed anche ora da consegnare alle Forze dell’Ordine in caso di controllo -ormai note a tutti-  e di non incorrere in alcuna conseguenza si sbaglia. Infatti, sono arrivate le prime sentenze di condanna, con multe fino ad euro 2.000,00.

 

Il reato contestato è quello previsto dall’articolo 483 del Codice penale: falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico. L’articolo sanziona il comportamento di chi “attesta falsamente al Pubblico Ufficiale, in un atto pubblico, fatti dei quali l’atto è destinato a provare la verità”, prevedendo quale sanzione la pena della reclusione fino a due anni.

 

Per la Corte di Cassazione, infatti, le dichiarazioni sostitutive rese a un pubblico ufficiale, sono idonee a integrare il reato di falso ideologico commesso da privato in atto pubblico.

 

Meglio pare allore dire la verità, cioè ammettere che non si ha un motivo per stare in giro: ci si evita il pagamento di una multa -che oltretutto è di importo maggiore rispetto alla sanzione amminitrativa-, e si mantiene il casellario penale pulito.

 

In ogni caso, se ormai è troppo tardi ed è stato dichiarato il falso, il consiglio è affidarsi ad un professionista che possa ridurre al minimo le conseguenze del proprio comportamento.

 

Non appena arriva il primo atto del procedimento (che verosimilmente sarà un dcreto penale di condanna), è opportuno contattare un legale di propria fiducia; ricordate che, se è proprio il decreto penale di condanna ad arrivare, ci sono termini stringenti (15 giorni da quando si è ricevuto l’atto) per poter fare opposizione ed evitare il peggio.

 

Se ti trovi nella situazione indicata in questo post, contatta lo Studio: un professionista saprà consigliarti al meglio.

 

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